Be aWear - Combattere il fenomeno del Fast Fashion

Progettazione UX/UI dell’interfaccia di BeAwear: un’app mobile per promuovere la moda sostenibile e la consapevolezza ambientale

Brief

Be aWear è una startup che mira a rivoluzionare il modo in cui gli utenti acquistano e gestiscono il loro guardaroba. Attraverso un’app mobile, l’obiettivo è fornire uno strumento che promuova un consumo di moda più sostenibile e consapevole.

 

Ruolo nel progetto

Come studente del master, il mio ruolo è stato quello di UX/UI designer. Ho contribuito attivamente a tutte le fasi di ideazione, con un focus particolare sulle attività di UI design, definizione dei wireframes e facilitazione del team come time keeper.

 

Obiettivi

Ridurre l'impatto amientale e sociale

Ridurre l’impronta ambientale del consumo di moda attraverso la progettazione di un sistema di gamification che sproni l’utente a migliorarsi.

Combattere il fast-fashion

Aumentare la consapevolezza degli utenti sui problemi etici e di sostenibilità legati all’industria fashion, educandoli con contenuti.

Creare una comunity di fashion lovers

Creare uno spazio dove gli utenti possono condividere e scambiare capi di abbigliamento, promuovendo modelli di consumo circolari.

Empathy Map

Abbiamo iniziato con la realizzazione di una empathy map per mappare i pensieri, le emozioni, i comportamenti e i pain point delle personas identificate. 

Questo ci ha aiutati a metterci nei panni dei nostri utenti e a comprendere le loro motivazioni intrinseche. Ad esempio, abbiamo scoperto che molti utenti provano una vera “ansia ambientale” e desiderano fare acquisti più consapevoli.

User Personas

Abbiamo individuato 3 user personas, ossia potenziali utenti con stili di vita diversi, proprie aspirazioni e necessità concrete:

  • Anna Rossi, Giovane studentessa ‘vintage-addicted’. Combatte contro l’ansia sociale 
e ambientale dovuta all’esposizione mediatica. Anna desidera fare acquisti consapevoli, scegliendo abiti di seconda mano di qualità.
  • Paolo Martini, Fotografo e video maker, specialmente per eventi e matrimoni. Paolo cerca abiti durevoli e versatili per ogni occasione, preferibilmente di seconda mano, da rivenditori fidati.
  • Elisa Montemurro, Ingegnere energetico dal gusto raffinato, amante dell’eleganza. Elisa dà priorità al consumo etico, desidera trasmettere questi valori ai propri figli, 
di cui cura guardaroba.

Successivamente, abbiamo sviluppato delle User Journey che ci hanno permesso di esplorare la giornata tipo di utenti come Anna. 

Questo ci ha aiutato a individuare i momenti chiave in cui l’utente interagirebbe con l’app.

Analisi benchmark

Abbiamo esaminato diverse app, sia concorrenti diretti che non, per identificare caratteristiche e pattern utili. 

Personalmente, ho analizzato l’app Too Good To Go. Ho scelto questa app perché tratta tematiche di sostenibilità e riduzione dello spreco attraverso un metodo coinvolgente e informativo.

Too Good To Go offre infatti una schermata dove gli utenti possono vedere l’impatto positivo delle loro azioni in termini di cibo salvato. Abbiamo adottato un approccio simile per Be aWear, integrando una schermata che mostra l’impatto dei loro acquisti sostenibili, come l’equivalente risparmio di CO2. Questo non solo educa ma motiva gli utenti a continuare a fare scelte sostenibili.

Progettazione Wireframe

Dopo aver raccolto insight dalle personas e dallo studio dei competitor, abbiamo sviluppato dei wireframes a media fedeltà, per definire la struttura e il flusso dell’interfaccia di Be aWear. 

Questo ci ha permesso di pianificare layout chiari e navigazioni intuitive, garantendo un’interfaccia facile da usare e perfettamente navigabile.

Inoltre, abbiamo approfondito ulteriormente sviluppando non solo le schermate principali, ma anche flussi secondari, per assicurarci che tutti gli aspetti del progetto fossero coerenti con gli obiettivi.

Moodboard e Style Tile

Nella fase di progettazione della moodboard, abbiamo selezionato immagini, colori ed elementi grafici che riflettessero appieno l’identità del brand, enfatizzando la sua missione di sostenibilità e consumo responsabile.

Abbiamo selezionato immagini che evocassero un senso di autenticità, richiamando uno stile vintage ma con un tocco moderno e giocoso,

La scelta di uno stile così diretto e forte non è stata casuale, ma è stata guidata dalle user personas identificate, assicurandoci che il design rispondesse ai gusti e alle preferenze del nostro pubblico target, incoraggiandoli a supportare la missione di moda sostenibile promossa dall’app.

Gli elementi della style tile, come illustrazioni e icone, hanno seguito lo stesso filo conduttore, con un design che fosse allo stesso tempo retrò e moderno. Questi elementi contribuiscono a creare un’identità visiva che può risultare ‘divisiva’, ma che sono comunque coerenti con la nostra decisione iniziale.

Tipografia e icon set

Söhne è una superfamily di caratteri dall’aspetto autentico e incisivo, in grado 
di adattarsi a molteplici contesti.
La subfamily Breit è stata utilizzata per dare maggior espressività a titolazioni 
e testi di maggior impatto, mentre 
la sottofamiglia standard garantisce 
una migliore leggibilità ai contenuti 
più informativi.

La mascotte

Abbiamo inoltre realizzato una simpatica mascotte con una doppia funzione: da un lato stabilisce un legame empatico con l’utente, motivandolo a raggiungere i propri obiettivi o mettendolo in guardia da scelte “impulsive”.

Dall’altro lato, offre un feedback visivo su informazioni utili come le previsioni meteo.

Progettazione dell'Interfaccia Utente (UI)

Per la progettazione dell’interfaccia utente (UI), abbiamo sviluppato uno stile visivo coerente che rispecchiasse i valori di sostenibilità del brand.

Abbiamo inoltre implementato microinterazioni e animazioni con Aninix e Figma, per migliorare l’esperienza utente e rendere l’interazione con l’app più piacevole e intuitiva.

Conclusione e ringraziamenti

Attraverso un’accurata progettazione UX/UI, abbiamo creato un’app che non solo riduce l’impatto ambientale del consumo di moda, ma educa anche gli utenti sui problemi etici legati al fast fashion.

Un ringraziamento speciale va ai miei colleghi e ai docenti per il loro supporto e preziosi feedback durante tutto il master.

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